Incontro con Papa Leone XIV: cosa vivranno i 40 coristi dell’ASMU durante la celebrazione

Redazione

Per i quaranta coristi dell’ASMU il 22 novembre non è una semplice data in calendario. È il giorno in cui si parte in silenzio, prima ancora dell’alba, con le valigie leggere e il cuore pieno di emozione. Alle 3:30, la stazione di Cefalù diventa un piccolo porto spirituale: si sale sul pullman che conduce a Punta Raisi, prima tappa di un viaggio che segnerà una pagina della storia della corale. L’aereo decolla alle 7:00 e, un’ora più tardi, Roma Fiumicino accoglie i coristi. Da lì, il Leonardo Express li porta alla stazione Termini in un clima misto di stanchezza e adrenalina. È il momento in cui ci si guarda negli occhi e ci si rende conto che si sta vivendo qualcosa che non capita due volte nella vita.

La porta Santa e la Tomba di Papa Francesco

L’arrivo a Santa Maria Maggiore non è un semplice appuntamento del programma: è l’ingresso ufficiale nel Giubileo delle Corali. Attraversare la Porta Santa significa entrare in un anno dedicato alla misericordia, al canto e alla comunione spirituale. Dopo l’attraversamento, i coristi si fermano davanti alla Tomba di Papa Francesco. È un momento intimo e potente. Il silenzio è pieno di significato, come se ognuno affidasse qualcosa a quella pietra: una preghiera, un ricordo, una speranza.

Il concerto nella parrocchia di San Damaso

Nel pomeriggio, l’ASMU raggiunge l’hotel, poi la parrocchia di San Damaso a piedi, attraversando un quartiere romano che si risveglia nei suoi colori autunnali. Qui la corale trova il suo spazio: quattordici minuti di strada per entrare in un luogo che diventerà teatro di prove, accordi, armonizzazioni e una celebrazione che unisce Sicilia e Roma. Dopo la liturgia eucaristica, alle 19:15, la corale offre un concerto che porta nella capitale un pezzo di Cefalù: il suono, la delicatezza, la tradizione e la tenacia di un gruppo che canta insieme da anni. È un’esibizione che lascia un segno nel quartiere e prepara spiritualmente alla grande mattina del giorno successivo.

La mattina del 23 novembre inizia presto, quasi di notte. Alle 6:30 si parte verso Piazza San Pietro con i mezzi pubblici. Roma si lascia attraversare lentamente, mentre la luce sale e crea un’atmosfera sospesa. L’arrivo alle 8:00, due ore prima della celebrazione, permette ai coristi di entrare nel settore riservato dopo i controlli di sicurezza. Ed è qui che l’emozione diventa palpabile. Migliaia di cantori di tutta Italia e di diversi Paesi del mondo si stringono nella stessa attesa: partecipare alla liturgia eucaristica presieduta da Papa Leone XIV è un privilegio che pochi vivono nel corso della loro vita.

La celebrazione con Papa Leone

Alle 10:00 la voce del Santo Padre rompe il silenzio. L’ASMU, insieme alle altre corali, contribuisce a costruire un’unica grande armonia che avvolge Piazza San Pietro. Ogni nota ha un peso diverso, ogni parola cantata risuona come un dono. I coristi vivono un momento in cui la musica non è performance, ma preghiera condivisa. È il culmine emotivo del pellegrinaggio. Il volto del Papa, i gesti, le parole rivolte alle corali fanno comprendere quanto questo ministero del canto sia parte integrante della vita della Chiesa.

Dopo la celebrazione, i coristi hanno il tempo di respirare e di pranzare insieme. Il pomeriggio è dedicato alla visita della Basilica di San Pietro, con un secondo attraversamento della Porta Santa. È un passaggio simbolico che segna la chiusura del percorso spirituale. In mezzo a migliaia di pellegrini, l’ASMU sente di essere parte di una storia grande e collettiva, unita da fede, musica e gratitudine.

Il viaggio di rientro e la consapevolezza di aver scritto una pagina

Quando alle 19:00 il gruppo risale sul Leonardo Express per tornare a Fiumicino, la sensazione è quella di aver vissuto un’esperienza indelebile. L’aereo delle 21:45 li riporta a Palermo e poi, con l’ultimo pullman, di nuovo a Cefalù. Ma qualcosa è cambiato. Non sono più solo quaranta voci: sono un’unica storia, un’unica memoria, un’unica esperienza che continuerà a vivere nei concerti dell’ASMU, nei racconti e nel cuore della comunità.