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Beethoven era davvero completamente sordo quando compose la Nona Sinfonia?

Beethoven era davvero completamente sordo quando compose la Nona Sinfonia?

Quando Beethoven completò la Nona Sinfonia, la sua sordità era ormai gravissima. Ma dire semplicemente che compose l'opera “senza sentire nulla” rischia di semplificare troppo una condizione che si era sviluppata lentamente nell'arco di molti anni.

Beethoven iniziò a manifestare problemi uditivi già alla fine del Settecento. Nel 1802, nel celebre Testamento di Heiligenstadt, descrisse la sofferenza causata dal progressivo peggioramento dell'udito.

La sordità non arrivò all'improvviso

Per anni Beethoven mantenne una capacità uditiva parziale, pur con crescenti difficoltà. Continuò a suonare, comporre e comunicare con musicisti e amici.

Negli ultimi anni ricorse ai cosiddetti quaderni di conversazione, nei quali gli interlocutori scrivevano le domande che gli rivolgevano.

Quando compose la Nona

La Nona Sinfonia fu completata nel 1824. A quell'epoca Beethoven era considerato praticamente sordo nelle normali interazioni quotidiane.

Questo non significa però che la sua mente musicale dipendesse dall'ascolto esterno. Dopo decenni di esperienza, Beethoven possedeva una capacità eccezionale di immaginare internamente armonie, timbri e strutture.

Il celebre episodio della prima esecuzione

Alla prima viennese della Nona, Beethoven era presente accanto al direttore. La tradizione racconta che non si rese immediatamente conto dell'applauso del pubblico e che una cantante lo aiutò a voltarsi verso la sala.

L'episodio è attestato da testimonianze dell'epoca, anche se i dettagli variano nelle diverse ricostruzioni.

Cosa sappiamo davvero

Beethoven era gravemente sordo quando compose e presentò la Nona. Non possiamo però descrivere la sua esperienza sonora come un semplice “silenzio totale” per tutta la fase compositiva.

La perdita uditiva fu progressiva, e il compositore continuò a lavorare facendo affidamento su memoria, conoscenza strumentale e immaginazione musicale.

La musica oltre l'udito

La Nona non è straordinaria perché fu scritta “contro” la sordità, come se fosse un'impresa sovrumana isolata.

È straordinaria perché mostra quanto profondamente un musicista possa interiorizzare il linguaggio sonoro. Beethoven non aveva bisogno di sentire un'orchestra reale per sapere come avrebbe potuto suonare nella sua mente.

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