Wolfgang Amadeus Mozart morì a Vienna il 5 dicembre 1791, a soli 35 anni. La sua morte precoce ha alimentato racconti, film e leggende: avvelenamenti, rivalità e composizioni lasciate incompiute. La documentazione storica consente però di distinguere ciò che sappiamo da ciò che resta incerto. È una distinzione importante, perché il fascino di Mozart non ha bisogno di una soluzione romanzesca al mistero delle ultime settimane.
Gli ultimi mesi di lavoro
Nel 1791 Mozart era ancora impegnato in un'intensa attività compositiva. Tra i lavori di quell'anno figurano Il flauto magico e La clemenza di Tito. La produttività finale non significa che non avesse difficoltà fisiche o personali, ma mostra quanto la sua vita musicale fosse ancora attiva. Durante gli ultimi mesi lavorò anche al Requiem, che sarebbe rimasto incompiuto alla sua morte.
La malattia e le diagnosi retrospettive
Le testimonianze dell'epoca descrivono una malattia con sintomi significativi, ma non permettono di formulare oggi una diagnosi indiscutibile. Nei secoli sono state avanzate numerose ipotesi mediche. Ognuna tenta di interpretare informazioni storiche incomplete; nessuna dovrebbe essere presentata come certezza assoluta solo perché particolarmente suggestiva.
Il mito dell'avvelenamento
Il racconto di un Mozart avvelenato da un rivale ha avuto grande fortuna nella cultura popolare, ma non è sostenuto da prove storiche definitive. La figura di Antonio Salieri è stata spesso coinvolta in narrazioni teatrali e cinematografiche che vanno considerate opere di finzione, non documentari. Confondere queste storie con la ricerca storica rischia di oscurare le vere condizioni in cui Mozart visse e lavorò.
Il Requiem incompiuto
L'opera sacra rimasta interrotta è divenuta inseparabile dalla memoria degli ultimi giorni del compositore. Il Requiem fu completato dopo la sua morte con l'intervento di altri musicisti, tra cui Franz Xaver Süssmayr. Sapere che il lavoro attraversa più mani aiuta a comprenderne la storia materiale senza diminuirne la potenza artistica.
Della morte di Mozart conosciamo data, luogo e alcuni passaggi della malattia; non possediamo una spiegazione medica definitiva. La sua eredità, invece, è chiarissima: una quantità straordinaria di musica composta in una vita brevissima.
