L'Inno alla Gioia di Beethoven: perché fu scelta la poesia di Schiller e cosa significa il testo
Nel finale della Nona Sinfonia Beethoven compì qualcosa di rivoluzionario: introdusse voci soliste e coro dentro una sinfonia, utilizzando versi dell'Ode alla gioia di Friedrich Schiller.
Che cos'è l'Ode alla gioia
Schiller scrisse l'ode nel 1785. Il testo celebra fraternità, amicizia, libertà e un ideale universale di unione tra gli esseri umani.
Perché interessava tanto Beethoven
Le idee illuministiche di fraternità e dignità umana erano profondamente compatibili con molti ideali di Beethoven. Il compositore pensò per anni a un progetto basato sul testo di Schiller prima di inserirlo nel finale della Nona.
Beethoven usò tutto il testo?
No. Selezionò, modificò e organizzò soltanto alcune strofe. Inoltre aggiunse parole proprie all'inizio della sezione vocale.
Dalla sinfonia all'inno europeo
Nel Novecento il tema dell'Ode alla gioia venne scelto come simbolo europeo. L'Unione Europea utilizza una versione strumentale, senza testo.
Cosa sappiamo davvero
L'Inno alla Gioia non fu scritto originariamente come inno politico contemporaneo. È il risultato dell'incontro fra un poema settecentesco e il progetto sinfonico di Beethoven.
Una musica che cerca l'universale
Forse la forza del finale della Nona nasce proprio da questa ambizione: trasformare la fraternità in suono.

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