La storia secondo cui Antonio Salieri avrebbe avvelenato Wolfgang Amadeus Mozart è una delle leggende più resistenti della storia della musica.
È anche una storia per la quale non esistono prove storiche convincenti.
Da dove nasce la leggenda
Le voci cominciarono a circolare già negli anni successivi alla morte di Mozart, avvenuta nel 1791. Il rapporto tra Mozart e Salieri comprendeva rivalità professionale, ma anche episodi di collaborazione e rispetto reciproco.
Nel 1830 Aleksandr Puškin trasformò la voce in dramma con Mozart e Salieri. Più tardi Rimskij-Korsakov ne ricavò un'opera e nel Novecento il mito fu ulteriormente popolarizzato dal teatro e dal film Amadeus.
Cosa sappiamo della morte di Mozart
Mozart si ammalò gravemente nelle ultime settimane del 1791. I documenti medici dell'epoca sono insufficienti per una diagnosi certa secondo gli standard moderni.
Sono state proposte numerose ipotesi: infezioni, complicazioni renali, febbre reumatica e altre condizioni. Nessuna ha ottenuto consenso definitivo.
Esistono prove contro Salieri?
No. Non possediamo documenti affidabili che dimostrino un avvelenamento.
Le presunte confessioni di Salieri in età avanzata furono riportate attraverso voci e smentite già dai contemporanei.
Cosa sappiamo davvero
È corretto dire che la causa precisa della morte di Mozart rimane incerta. Non è corretto riempire questo vuoto con l'ipotesi dell'omicidio.
La medicina retrospettiva può formulare scenari plausibili, ma senza autopsia moderna e documentazione clinica completa non può raggiungere una certezza.
Perché la leggenda continua a funzionare
La storia possiede tutti gli elementi di un grande dramma: il genio giovane, il rivale invidioso, una morte improvvisa.
È narrativamente perfetta. Storicamente, però, una storia perfetta non diventa vera soltanto perché ci piace raccontarla.
