È probabilmente uno dei brani per pianoforte più riconoscibili al mondo. Eppure non sappiamo con certezza chi fosse Elisa.
Il mistero nasce da un fatto sorprendente: il manoscritto autografo completo di Für Elise è andato perduto. La versione che conosciamo venne pubblicata nel 1867 dal musicologo Ludwig Nohl, quarant'anni dopo la morte di Beethoven. Nohl dichiarò di avere visto l'autografo e trascrisse il titolo come Für Elise.
L'ipotesi Therese Malfatti
Una delle candidate più note è Therese Malfatti. Beethoven frequentava la famiglia Malfatti nel 1810, l'anno al quale viene generalmente ricondotta la composizione, ed era attratto da Therese.
Il manoscritto visto da Ludwig Nohl sarebbe inoltre provenuto dall'ambiente legato alla famiglia Malfatti. Da qui nacque l'ipotesi famosa: Nohl avrebbe letto erroneamente la grafia di Beethoven e trasformato “Für Therese” in “Für Elise”.
È possibile, ma non è dimostrato. Dal momento che l'autografo è scomparso, la questione non può essere risolta definitivamente.
Esisteva davvero un'Elise?
Nel corso degli anni sono state avanzate altre ipotesi. Una delle più conosciute riguarda la cantante Elisabeth Röckel, talvolta indicata come possibile “Elise”. Altri studiosi hanno proposto differenti identificazioni.
Il problema rimane sempre lo stesso: nessuna ipotesi possiede una prova conclusiva. Ciò che abbiamo realmente sono gli schizzi autografi di Beethoven e l'edizione ottocentesca di Ludwig Nohl.
Beethoven aveva davvero scritto “Per Elisa”?
Non possiamo saperlo con certezza. Sugli schizzi conservati non compare il titolo “Für Elise”. L'informazione relativa alla dedica dipende dall'autografo che Nohl affermò di aver visto.
Per questo è importante non trasformare la teoria dell'errore di lettura in un fatto. Therese Malfatti rappresenta una delle ipotesi più importanti, ma l'identità di Elise rimane irrisolta.
Cosa sappiamo davvero
Sappiamo che Beethoven lavorò sul materiale nel 1810. Sappiamo che in seguito tornò su alcuni schizzi. Sappiamo che Ludwig Nohl pubblicò il brano nel 1867 affermando di avere consultato un autografo successivamente perduto.
Non sappiamo chi fosse Elisa. Ed è proprio l'assenza del documento decisivo a trasformare una piccola composizione pianistica in uno dei misteri più popolari della storia della musica.
Una dedica scomparsa, una melodia rimasta
Forse c'è qualcosa di ironico nella storia di Per Elisa. La persona che dovrebbe essere immortalata nel titolo è diventata quasi impossibile da identificare, mentre la melodia ha raggiunto milioni di persone in ogni parte del mondo.
Una dedica privata è diventata universale. Non sappiamo con sicurezza chi fosse Elisa. Sappiamo però che quelle prime note, scritte più di due secoli fa, continuano ancora oggi a chiamare qualcuno.
