I musicisti di un'orchestra sanno leggere lo spartito, hanno studiato la propria parte e spesso conoscono perfettamente il brano. Eppure davanti a loro c'è una persona che muove continuamente le mani. Perché?
Perché lo spartito dice che cosa è stato scritto, mentre il direttore coordina come quel testo deve diventare suono in quel preciso momento. Stabilisce il tempo, coordina gli ingressi, controlla l'equilibrio fra le sezioni, suggerisce dinamiche, articolazioni e fraseggio e soprattutto costruisce un'interpretazione comune.
Suonare insieme è più difficile di quanto sembri
Un'orchestra sinfonica può comprendere decine di musicisti distribuiti su diversi metri di palco. Un violinista non può ascoltare con la stessa immediatezza ciò che sta facendo un corno distante molti metri. Un percussionista può rimanere fermo per decine di battute prima di dover entrare esattamente nel momento previsto.
Il direttore diventa quindi il riferimento visivo comune. La bacchetta può indicare il battito e la velocità. Uno sguardo può preparare l'ingresso di un solista. Una mano che si apre può suggerire un crescendo. Un movimento più raccolto può chiedere un suono più leggero.
Se tutti conoscono il tempo, a cosa serve batterlo?
In una grande orchestra professionale il direttore non è un metronomo umano. I musicisti possiedono già un forte senso ritmico. Il gesto serve però a mantenere un riferimento condiviso soprattutto nei cambi di tempo, negli attacchi complessi, nelle sospensioni e nei passaggi in cui molte sezioni devono reagire simultaneamente.
Ancora più importante è ciò che avviene prima del concerto. Il direttore studia la partitura completa, decide un'interpretazione e durante le prove lavora con l'orchestra per trasformarla in una versione concreta dell'opera.
Cosa sappiamo davvero
L'immagine del direttore che “ordina” ai musicisti ogni singola nota è sbagliata. Gran parte del lavoro viene effettuata durante le prove. I professionisti conoscono la propria parte e assumono continuamente decisioni autonome.
Allo stesso tempo sarebbe sbagliato considerare il direttore una figura puramente decorativa. Direzione significa coordinare tempo, dinamica, fraseggio, articolazione, ingressi ed equilibrio generale. E non tutti dirigono allo stesso modo: alcuni usano molto la bacchetta, altri quasi esclusivamente le mani; alcuni hanno movimenti sobri, altri coinvolgono tutto il corpo.
Molte persone, una sola idea musicale
Un'orchestra non deve semplicemente produrre contemporaneamente le note giuste. Deve respirare insieme.
È qui che il direttore diventa qualcosa di più di un coordinatore. Offre ai musicisti un'immagine comune della musica: dove tende una frase, dove deve respirare, quando deve trattenersi e quando può esplodere.
Lo spartito mette davanti a ogni musicista una parte della verità. Il direttore cerca di mostrare a tutti l'intero disegno.
