Qual è lo strumento più difficile da suonare in un'orchestra? La risposta più rigorosa è semplice: non esiste uno strumento universalmente più difficile. Ogni famiglia strumentale impone problemi tecnici differenti e ciò che è difficile per un musicista può essere più naturale per un altro.
Tuttavia alcuni strumenti vengono spesso citati dagli stessi esecutori per il livello di controllo richiesto su intonazione, respirazione, coordinazione e resistenza.
Il violino: intonazione senza riferimenti fissi
Il violino non ha tasti come una chitarra o un pianoforte. Il musicista deve trovare ogni nota con precisione millimetrica lungo la tastiera.
A questo si aggiunge il controllo dell'arco, che deve gestire pressione, velocità e punto di contatto. Anche una minima variazione può cambiare il timbro.
Il corno: una delle sfide più delicate
Il corno francese viene spesso indicato come uno degli strumenti più impegnativi dell'orchestra. Molte note sono molto vicine tra loro nella serie armonica, quindi piccoli cambiamenti nell'imboccatura possono portare facilmente a una nota diversa da quella desiderata.
Inoltre il musicista deve controllare contemporaneamente respiro, labbra, posizione della mano nella campana e articolazione.
L'oboe: ancia e controllo dell'intonazione
L'oboe richiede un grande controllo del fiato e utilizza una doppia ancia estremamente sensibile. Molti oboisti costruiscono o regolano personalmente le proprie ance, perché minuscole variazioni possono modificare risposta, intonazione e timbro.
Il contrabbasso e gli strumenti più grandi
Negli strumenti di maggiori dimensioni aumenta anche la componente fisica. Il contrabbasso richiede ampi spostamenti della mano sinistra e un controllo dell'arco su corde lunghe e spesse.
La difficoltà, quindi, non riguarda soltanto precisione e velocità ma anche resistenza e postura.
Cosa sappiamo davvero
Le classifiche assolute sono fuorvianti. “Difficile” può significare molte cose: produrre il primo suono, suonare intonati, mantenere il controllo dinamico, affrontare repertorio virtuosistico o resistere fisicamente durante un concerto.
Per questo è più corretto parlare di diverse forme di difficoltà.
La vera difficoltà è trasformare la tecnica in musica
Un grande musicista non viene riconosciuto perché riesce soltanto a fare qualcosa di difficile. Viene riconosciuto perché rende naturale ciò che è difficile.
Quando tecnica e controllo diventano invisibili, lo strumento smette di sembrare un oggetto complicato e diventa semplicemente una voce.
