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Perché Vivaldi veniva chiamato il "Prete Rosso" e come finì dimenticato dopo un enorme successo?

Perché Vivaldi veniva chiamato il "Prete Rosso" e come finì dimenticato dopo un enorme successo?

Antonio Vivaldi è passato alla storia con un soprannome inconfondibile: il Prete Rosso. Il nome nasce dall'unione di due elementi molto concreti: era sacerdote e aveva capelli rossicci, una caratteristica probabilmente familiare.

Il soprannome, però, racconta solo l'inizio di una vita che conobbe fama internazionale e un finale molto meno brillante.

Perché diventò sacerdote

Vivaldi fu ordinato sacerdote nel 1703. Poco dopo iniziò a lavorare come maestro di violino all'Ospedale della Pietà di Venezia, un'istituzione per ragazze orfane o abbandonate con una prestigiosa attività musicale.

Fu lì che sviluppò gran parte della propria esperienza come insegnante e compositore.

Un successo enorme in Europa

I concerti di Vivaldi circolarono in tutta Europa e furono studiati anche da Johann Sebastian Bach, che ne trascrisse alcuni.

Le sue opere teatrali gli procurarono fama e rapporti con corti e teatri. Le Quattro Stagioni, pubblicate nel 1725, sono oggi la parte più conosciuta di una produzione molto più vasta.

Perché smise quasi di celebrare Messa

Vivaldi dichiarò di soffrire di un disturbo che chiamava “strettezza di petto”. Non conosciamo con certezza la diagnosi moderna corrispondente.

È scorretto quindi affermare con sicurezza che avesse una specifica malattia. Sappiamo però che questa condizione venne da lui indicata come motivo per cui celebrava raramente la Messa.

Cosa sappiamo davvero

Il “Prete Rosso” non era un personaggio scandaloso inventato dalla leggenda: il soprannome era legato al suo sacerdozio e al colore dei capelli.

Allo stesso tempo è sbagliato immaginare una carriera in crescita continua. Negli ultimi anni il gusto musicale cambiò e Vivaldi perse parte della posizione conquistata.

Dal successo all'oblio

Quando lasciò Venezia per Vienna sperava probabilmente in nuove opportunità. La morte dell'imperatore Carlo VI, suo possibile protettore, cambiò però il quadro.

Vivaldi morì a Vienna nel 1741. Dopo la morte, molta della sua musica cadde in un lungo oblio prima della grande riscoperta novecentesca.

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