Sono le undici di sera. La cucina è in ordine, il telefono è ancora in mano, e la testa non si ferma. Qualcuno ti ha detto che esiste un brano fatto apposta per calmare, che dura otto minuti e che alla fine sei più tranquillo. Si chiama Weightless, ed è il pezzo di cui parla questo articolo: che cosa contiene, chi lo ha scritto, che cosa ha misurato chi lo ha studiato e quando ascoltarlo. Intorno a questo brano girano tre cose che si sentono dire. Che riduce l'ansia del sessantacinque per cento. Che è pericoloso ascoltarlo mentre si guida. Che funziona per tutti allo stesso modo. Sono tre frasi che hanno una storia, e l'articolo la racconta prima di dire quanto c'è di vero.
Weightless: cos'è e da dove viene
Weightless è un brano di otto minuti del gruppo inglese Marconi Union, pubblicato nel 2011. Non è nato per caso: il gruppo lo ha scritto insieme a Lyz Cooper, fondatrice della British Academy of Sound Therapy, con l'idea di costruire un pezzo che accompagnasse il corpo verso la calma. La regola principale sta nel tempo, cioè nella velocità del brano: comincia a sessanta battiti al minuto, che è il ritmo di un cuore a riposo, e scende piano fino a cinquanta. Il cuore di chi ascolta tende a seguire.
Il resto è costruito per non farsi seguire con la mente. Non c'è una melodia che si ripete e che si aspetta, non c'è un ritornello, non c'è una voce. Ci sono suoni lunghi di chitarra e di tastiere, un basso morbido, campane lontane, e un accordo che cambia ogni tanto senza mai risolvere. Le note che suonano insieme, cioè l'armonia, restano aperte: non c'è un punto in cui il brano dice "fine", e questo toglie all'ascolto l'attesa. È quindi un pezzo che si ascolta senza aspettare niente, e la cosa è voluta.
Viene capito male in tre modi. C'è chi lo mette a volume alto in cuffia, e le campane e i suoni acuti agitano invece di calmare. C'è chi lo ascolta facendo altro, con il telefono acceso, e il brano diventa un sottofondo qualsiasi. E c'è chi lo mette in macchina nel traffico per rilassarsi, e per questo il gruppo stesso e chi lo ha studiato hanno scritto di non farlo, perché un brano che porta il corpo verso il sonno non va bene al volante. Weightless funziona in un posto fermo, a occhi chiusi, con il volume basso.
Cosa succede nel corpo mentre Weightless suona
Il corpo segue i ritmi che sente. Quando un suono ha un tempo regolare e lento, il respiro tende ad allungarsi e il cuore a rallentare per accordarsi: è un fenomeno che i ricercatori chiamano trascinamento, e che vale per i passi, per il respiro e per il battito. Sessanta battiti al minuto sono la velocità di un cuore a riposo, e cinquanta quella di un cuore che sta per addormentarsi. Weightless accompagna il cuore da una velocità all'altra in otto minuti, senza scatti.
Lo studio più citato è quello fatto nel 2011 dal laboratorio inglese Mindlab International, guidato da David Lewis-Hodgson, che ha fatto risolvere rompicapo difficili a un gruppo di persone mentre ascoltavano brani diversi, misurando battito, respiro e conduttanza della pelle, cioè quanto sudano le mani. Weightless ha prodotto il calo più grande dell'agitazione, con quel sessantacinque per cento che poi è finito sui giornali. Il numero però va letto con calma: lo studio era commissionato, aveva un gruppo piccolo e non è stato pubblicato su una rivista scientifica con revisione. Dice che il brano rilassa, non quanto rilassa te.
Studi successivi, fatti in ospedale su pazienti prima di un intervento, hanno usato il brano insieme ad altri e hanno trovato che la musica lenta abbassa l'ansia misurata con questionari e con la pressione, senza trovare un brano migliore di tutti. La musica che rallenta il cuore fa una cosa vicina a quella che fa il cantare insieme, di cui parla l'articolo sul coro che cura: dà al corpo un ritmo da seguire.
Cosa è vero e cosa è moda
È vero che un brano lento, senza voce e senza ritornello, aiuta il corpo a calmarsi, e questo pezzo è costruito bene per farlo. È vero che il tempo che scende da sessanta a cinquanta accompagna il battito. Non è vero che esista un brano che funziona per tutti: chi ha un ricordo brutto legato a un suono di campana, chi trova noiosi i suoni lunghi, chi non sopporta le cuffie, con questo pezzo si agita. E non è dimostrato il sessantacinque per cento, che è il risultato di un laboratorio privato su poche persone.
La moda ha aggiunto altro. Si legge che Weightless contiene frequenze che curano, che è accordato a una nota speciale, che sostituisce un ansiolitico. Niente di questo regge: il brano è scritto in una scala normale, con strumenti normali, e la sua forza sta nel tempo e nell'assenza di attese, non in un numero segreto. La musica aiuta, non cura. Chi ha attacchi di ansia forti, chi non dorme da settimane, chi sente il cuore che batte in gola senza motivo, deve parlare con un medico: otto minuti di musica non sono una terapia e non lo pretendono.
Come ascoltare Weightless, un passo alla volta
Weightless chiede un posto dove stare fermi per dieci minuti, delle cuffie o una cassa a volume basso, e nient'altro.
- Scegli il momento: la sera prima di dormire, o una pausa nel pomeriggio. Mai in macchina, mai mentre lavori.
- Siediti o sdraiati, con la schiena appoggiata e le mani aperte. Le spalle devono poter scendere.
- Metti il volume basso, tanto che le campane in lontananza si sentano appena. Se le senti forti, abbassa.
- Chiudi gli occhi al primo suono e non guardare più il telefono per otto minuti.
- Non cercare la melodia. Non c'è. Lascia che i suoni passino come se fossero il rumore del mare.
- Respira dal naso, senza contare, e nota se dopo due o tre minuti il respiro si è allungato da solo.
- Verso metà brano senti la mandibola: se è stretta, lasciala andare. È il segno che il corpo sta seguendo.
- Quando il brano finisce, resta in silenzio un minuto prima di alzarti o di spegnere la luce.
Weightless si sente dal primo ascolto, e dopo una settimana di sere il corpo lo riconosce dalle prime note. Va bene ogni sera, non va bene quando devi restare sveglio, e non va bene se ti agita: in quel caso è un brano sbagliato per te, non un difetto tuo.
Lo stesso brano in altri momenti
La sera è il momento più semplice, ma il brano lavora anche altrove. In ufficio, in una pausa di dieci minuti con le cuffie e gli occhi chiusi, abbassa quello che si è accumulato nella mattina, e si torna al lavoro senza la fretta di prima. In treno o in aereo, dove il rumore di fondo è continuo, il volume va alzato un poco, e il brano copre il rumore senza aggiungere altro. Con i bambini in casa funziona come sottofondo dopo cena, a volume molto basso, per rallentare la stanza prima di andare a letto. Per una persona anziana che vive sola, otto minuti nel pomeriggio, seduta in poltrona, sono un modo di fermarsi senza dormire. Weightless è nato per la sera, e in tutti gli altri momenti chiede solo un posto fermo.
La sera con il telefono in mano e la testa che corre è la scena da cui siamo partiti. Weightless è un brano di otto minuti del 2011, scritto dai Marconi Union con una terapeuta del suono, che scende da sessanta a cinquanta battiti al minuto e non ha melodia, voce né ritornello. Il corpo lo segue con il respiro e con il cuore, e un laboratorio privato lo ha misurato su un gruppo piccolo, con un numero che è finito sui giornali più grande di quello che era. Non funziona per tutti, non contiene frequenze magiche e non cura. Si ascolta fermi, a volume basso, a occhi chiusi, respirando dal naso, e si aspetta la mandibola che si scioglie. Il brano non fa niente: lascia che il corpo faccia quello che sa.
Il brano si può ascoltare qui: Weightless su YouTube.
